Caterina Cornaro Regina di Cipro
Un'altra donna affascinante, non solo, come la cortigiana Bianca Cappello, per la sua bellezza, ma anche e soprattutto per aver segnato la storia della Repubblica, è Caterina Cornaro. Di famiglia aristocratica, educata nel monastero delle Benedettine a Padova, a soli 14 anni viene scelta come sposa per il re di Cipro Giacomo II di Lusignano, detto il Bastardo, (figlio illegittimo di Giovanni II di Lusignano) e, come Bianca, diventa lo strumento della Serenissima. Grazie a lei infatti, Venezia si assicura il controllo sull'isola di Cipro a cui era interessata per la posizione strategica. A Cipro i Corner avevano proprietà di canna da zucchero, cotone, lino, canapa e grano e il matrimonio con la nomina di Caterina a Regina di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia rafforzava il prestigio sociale della famiglia. Anche i Lusignan ne guadagnavano dal matrimonio in quanto erano fortemente indebitati con i Corner e Caterina portava con sè una dote di 100.000 ducati d'oro. Inoltre, l'alleanza con la Serenissima rendeva più sicuro il trono vacillante dell'erede illegittimo. Nel 1468 a Venezia avviene il matrimonio per procura e Caterina fu la prima donna proclamata "figlia adottiva della Repubblica". Solo nel 1472, dopo 4 anni senza aver mai incontrato il marito, finalmente Caterina viene condotta a Cipro e a Famagosta vengono celebrate le nozze ufficiali. Caterina viene incoronata Regina di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia.
Caterina non avrà una vita facile. Giacomo II è rozzo, libertino, interessato solo alla caccia e ha già tre figli illegittimi. Non ancora ventenne, Caterina è già vedova e perde suo figlio Giacomo III. Caterina vive circondata da congiure e cospirazioni interne alla corte. Nonostante le avversità resiste per ben 17 anni, ma nel 1489 è infine costretta a lasciare Cipro a favore della Ragion di Stato.
Il 6 giugno del 1489, accolta con onori ipocriti, Caterina arriva a San Nicolò al Lido, seduta sul Bucintoro accanto al doge Agostino Barbarigo, dopo la consegna formale della corona alla Serenissima avvenuta a San Marco. A ricordo degli onori riservati a Caterina, da allora ogni anno viene celebrata la Regata Storica (di cui abbiamo parlato precedentemente). Dopo la rinuncia della corona, Caterina viene nominata "Domina Aceli", ovvero Signora di Asolo. Qui, Caterina continua a dimostrare la sua grandezza. Ha infatti gli stessi poteri del doge e chiama alla sua corte artisti e letterati famosi, tra i quali si ricordano Pietro Bembo, Giorgione, Lorenzo Lotto.
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Sunday, 26 January 2014
Wednesday, 4 September 2013
La Regata Storica
Every year on the first Sunday of September, Venetians celebrate an event very important to them which is connected to the past of the Serenissima. The initial part of the Regata consists indeed of an historical parade of Fifteenth Century boats with people dressed according to the period fashion. Heading all the boats is the Bucintoro, the same boat used for the celebration of the Festa della Sensa (see my previous post), which used to be the Doge's boat. It is the commemoration of the celebration of Caterina Cornaro's arrival to Venice in 1489 in occasion of her nomination to Domina Aceli (Queen of Asolo) after she had formally handed her crown over to the Serenisssima, giving up her title in favour of the Serenissima, allowing the annexation of Cyprus to the lands of the Serenissima. However, the origin of the Regate started before the Regata Storica. They used to be a way to celebrate Venice's greatness when a foreign prince was visiting or to celebrate the election of a new Doge or Pope. One of the most famous Regata was celebrated in 1807 in honour of Napoleon.
After the historical parade, the rowing competitions (voga alla Veneta or 'Venetian way rowing') take place, divided according to the age and type of boats used. The most loved competition is the one of the gondolini, but there are also competitions of caorline, mascarete, pupparini, maciarele e bisse. la voga alla Veneta is, as you can guess from its name, a rowing way typical of Venice , linked to the hydro geological condition specific to Venice. One has to row standing in order to check if the water is deep enough on flat bottom boats helping yourself with the forcola in case the roar gets stuck. The boats competing have different colours and numbers. As a prize, beside money, the winners receive different colours flags dipending on the position achieved. The first three flags are in honour of of the Italian flag, red for the first boat, white for the second and green for the third. The fourth flag is light blue in honour of the Savoia family. If i regattanti dei gondolini (the gondolini's rowers) win for five consecutive years they are awarded with a prize - they become 'il Re del Remo' (the King of the Oars'). The awards ceremony takes place on a stage called 'machina' near Ca' Foscari university, which is the finishing line for all the boats.
Dopo il corteo storico, vi sono le gare di voga alla veneta, divise per età, tipologia e imbarcazione. La gara più attesa è sempre quella dei gondolini, ma vi sono anche gare di caorline, mascarete, pupparini, maciarele e bisse. La voga alla veneta è, come si deduce dal nome, una voga tipica di Venezia, legata alla particolare condizione idrogeologica della Laguna. Si voga, infatti, in piedi per vedere se vi è sufficiente fondale, su barche dal fondo piatto e senza chiglia e ci si serve della forcola in caso di necessità per estrarre il remo. Le barche sono contraddistinte da un numero e da colori diversi. Come premio, oltre a denaro, vengono assegnate come da tradizione bandiere di diversi colori a seconda del posto aggiudicatosi. Le prime tre sono in onore della bandiera italiana, rossa per i primi, bianca per i secondi e verde per i terzi. La quarta è azzurra in onora della casa Savoia. Ai regatanti che per cinque anni consecutivi vincono la regata dei gondolini viene assegnato il titolo di 'Re del Remo'. Le premiazioni avvengono nel palco della 'machina' presso Ca' Foscari, punto di arrivo di tutte le imbarcazioni.
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Monday, 26 August 2013
La Festa della Sensa
Venezia fu costruita più di un millennio fa sull'acqua e da allora con essa vive in simbiosi. Ma come se quest'unione non fosse abbastanza, ogni anno per secoli, la città ha ribadito il legame con il mare con uno sposalizio speciale e inconsueto per i non veneziani. Questo matrimonio è di certo il più lungo della storia. Infatti, la cerimonia iniziò nell'anno 1000 e venne celebrata ogni anno fino alla fine della Serenissima (1797). La festa si collega a due avvenimenti storici importanti: il primo è il ritorno militare del doge Pietro Orseolo II dalla Dalmazia dove aveva salvato le popolazioni dai pirati Slavi liberando l'Adriatico dalla pirateria e il secondo è l'anno 1177 quando, grazie al doge Sebastiano Ziani, fu stipulata la pace di Venezia che mise fine alle eterne lotte tra Papato e Impero. Questo secondo evento arricchì la festa del simbolo dell'anello benedetto donato dal Papa Alessandro III al doge Ziani perché fosse usato durante le celebrazioni della Sensa. In occasione del giorno dell'Ascensione (o Sensa in dialetto veneziano), il Doge sul Bucintoro raggiungeva Sant'Elena all'altezza di San Pietro di Castello, dove lo aspettava il Vescovo per benedirlo. Quindi, il Bucintoro con il suo fastoso corteo di barche, proseguiva verso il Lido e, in prossimità del Forte di Sant'Andrea, il Doge gettava in mare l'anello donato dal Papa (legato ad un filo per recuperarlo) come simbolo dello sposalizio di Venezia col mare e diceva: 'Ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio'. Come spesso avvenne a Venezia, al sacro si unì il profano, e alla cerimonia religiosa si unì ben presto un'occasione per 'far commercio' e nel 1180 venne istituita la Fiera della Sensa, allestita all'inizio su barche di legno e più tardi in Piazza San Marco. La Fiera durava ben 15 giorni e si potevano trovare prodotti dell'artigianato locale ma anche merci esotiche provenienti dai commerci veneziani e divenne presto una delle maggiori esposizioni europee.
Oggi, purtroppo, non vi è più il Doge sul Bucintoro ma il Sindaco con le autorità civili e religiose su un'imbarcazione chiamata 'Bissona Serenissima', al posto dell'anello benedetto vi è una ghirlanda, e invece della Fiera della Sensa vi è il piccolo mercatino di San Nicolò... Ma, almeno, grazie al Comitato Festa della Sensa, dal 1965, Venezia è tornata a celebrare lo sposalizio. Il programma si completa con le competizioni di voga alla veneta e la consegna del 'Premio Osella d'oro della Sensa' conferito ad Enti, Istituzioni o privati cittadini che in settori diversi hanno contribuito a dar lustro a Venezia.
Thursday, 22 August 2013
Papa Alessandro III in incognito a Venezia...
Non lontano dal palazzo della bella cortigiana Bianca Cappello, sempre nella zona di Sant'Aponal, percorrete la Calle del Perdon sino ad arrivare al Sotoportego de la Madona, dove scoprirete un capitéo davvero interessante e ricco di storia. Dietro una grata, osservate un'immagine della Madonna col bambino e, in basso, una statuetta in plexiglas di un prelato sdraiato nell'atto di dormire. Si tratterebbe, secondo la tradizione, di una rappresentazione di Papa Alessandro III, il quale in incognito a Venezia per sfuggire alle spie dell'imperatore Federico Barbarossa, si rifugiò qui durante le prima notte a Venezia. Sull'architrave del portico, vi è una grande tavola di legno con inciso: 'ALESSANDRO TERZO SOMMO PONTEFICE FVGIENDO L'ARMI DI FEDRICO INPERATORE VENENDO AVENETIA QVI RIPOSSO LA PRIMA NOTTE ET POI CONCESSE INDVGIENZA PERRPETVA IN QVESTO LOCCHO DICENDO VN PATER NOSTER ET VNA AVE MARIA TBI NON SIT GRAVE DICERE MATER AVE LANO MCLXXVII ET CON LA CARITA DI DEVOTI SILVMINA GIORNO E NOTE COME SI VEDE RISTAURATO DA DIVOTI L'ANNO MDCCCXXX'.
Come si legge sull'incisione, il Papa avrebbe concesso l'indulgenza perpetua a coloro i quali avessero recitato un Padre Nostro e un Ave Mariamin questo luogo. Le croci incise su marmo alle due estremità della calle starebbero a segnalare il percorso di penitenza. Sempre secondo la tradizione, dopo la prima notte Papa Alessandro avrebbe dimorato lavorando come sguattero nelle cucine del Convento di Santa Maria della Carità, ovvero le attuali Gallerie dell'Accademia, e la sua identità sarebbe stata svelata solo dopo ben sei mesi a Venezia da un frate francese... Lasciate le vesti di viandante, sarebbe stato condotto a Palazzo Ducale e quindi a San Silvestro, ospite nel palazzo del Patriarca di Grado. Grazie al Doge Sebastiano Ziani, il 24 luglio 1177, venne stipulata la pace di Venezia tra Alessandro III e Federico Barbarossa: l'imperatore riconobbe l'autorità del Papa e revocò quanto aveva fatto contro la Chiesa e il Papa, a sua volta, lo assolse dalla scomunica. Come conseguenza, Venezia ottenne privilegi commerciali, economici e politici concessi dall'Imperatore e privilegi spirituali e materiali concessi dal Papa. Tra quest'ultimi, vari doni tra i quali l'anello benedetto di cui parleremo più tardi a proposito di un'importante festa veneziana...
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Il Redentore
A metà dell'estate, precisamente il terzo sabato del mese di luglio, ha luogo una festa molto sentita dai veneziani: la festa del Redentore. Si tratta di uno spettacolo pirotecnico che comincia alle 23.30 e dura di solito circa mezz'ora, in cui fuochi d'artificio bellissimi vengono sparati da piattaforme posizionate tra la Giudecca, San Giorgio e la punta della Dogana. Il luogo ideale per vederli è la Giudecca. È qui che sabato sera mi sono trovata con i miei amici per celebrare mangiando attorno ad una grande tavola davanti al Canale, aspettando i fuochi d'artificio. La festa nacque in origine per celebrare la liberazione dalla peste e la chiesa del Redentore venne costruita dal Palladio nel 1576 in ricordo di tale liberazione. Ogni anno, sin dal primo pomeriggio, quasi come in un rito, i veneziani cominciano a posizionarsi davanti alla laguna. Alcuni a piedi, si preparano portando tavoli e sedie, o nel caso dei giovani meno organizzati, persino asciugamani per sedersi per terra, altri in barca, tappezzano la laguna con imbarcazioni di vari tipi piene di amici, festoni e lanterne.
Pietanze tipiche veneziane, quali 'sardee in saor' e 'bigoi in salsa' sono indispensabili nella lunga attesa dei fuochi tra una 'ciacoa' e l'altra. Immancabile, come da tradizione, una fetta d'anguria completerà la cena. Infine, a chiudere lo spettacolo dopo la mezzanotte, sono tre botti distanziati e un lento rientro a casa sia per barche che per pedoni...
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Wednesday, 14 August 2013
La triste storia della bellissima cortigiana Bianca
Bianca nacque nel 1548 a Venezia nella zona di Sant'Aponal, precisamente a palazzo Cappello in una Calle un tempo chiamata al Ponte Storto, che oggi prende il suo nome. Rimase presto orfana di madre e la zia, sorella del doge Andrea Gritti, si prese cura di lei e della sua educazione. Suo padre Bartolomeo voleva mandarla in convento ma la bella Bianca s'innamorò di Pietro Bonaventuri, un giovane fiorentino che lavorava lì vicino come banchiere per la famiglia Salviati. Su consiglio di Alvise Zorzi (uno dei frequentatori della cortigiana), nel 1563 i due fuggirono da Venezia verso Firenze. Probabilmente, Bianca era a sua insaputa il mezzo per far sì che i Medici appoggiassero la Serenissima.
A Venezia si levò scalpore, lo zio di Bianca (Giovanni Grimani, il quale era patriarca di Aquileia) e il Consiglio dei Dieci erano determinati a trovare i fuggiaschi. Pietro fu condannato al bando capitale con promessa di grossa ricompensa per chi lo trovasse, vivo o morto e una sentenza d'esilio fu pronunciata contro Bianca.
Una volta a Firenze, Bianca andò a vivere nella modesta casa dei suoceri, non certo quello che si aspettava della sua romantica fuga d'amore. Ma le avventure non erano certo finite per la seducente veneziana... La sua bellezza e grazia fecero innamorare di lei Francesco I de' Medici, successore designato di Cosimo. Bianca era bella ed istruita e condivideva la passione di Francesco per l'alchimia e passavano ore assieme a fare esperimenti....Al contrario, la sua sposa Giovanna d'Asburgo, arciduchessa d'Austria, non era bella ed era affetta da scoliosi... alle sue sfortune si aggiungeva il fatto che gli aveva dato sei figlie ma neppure un maschio... Nonostante i fatti sembrassero favorire la storia d'amore tra Bianca e Francesco I, la famiglia del futuro Granduca non vedeva di buon'occhio la relazione con la bella veneziana.
Nel frattempo Pietro non si disperava certo, e anzi, aveva già iniziato una relazione con la vedova Ricci. In circostanze misteriose, venne assassinato nel 1572 e Bianca rimase vedova. Due anni più tardi, dopo aver abdicato, il Granduca Cosimo de' Medici morì e pochi anni dopo morì anche la Granduchessa Giovanna (1578).
La sorte sembrava davvero eliminare tutti gli ostacoli e favorire la relazione amorosa tra Bianca e Francesco I. Solo un anno dopo la morte di Giovanna, i due si sposarono e la Serenissima nominò Bianca 'vera e particolare figliuola della Repubblica' e insignì di onorificenze i suoi parenti. Nel 1583 Bianca, la quale dopo la nascita della figlia che aveva avuto anni prima con Pietro era divenuta sterile, finse la nascita di un figlio maschio per la contentezza di Francesco I che lo riconobbe erede. Ma a differenza di quanto avviene nelle storie, Bianca e Francesco, non vissero felici e contenti... Infatti, morirono entrambi nel 1587. Secondo alcuni, i due sarebbero stati avvelenati da Ferdinando de' Medici, fratello minore di Francesco, il quale era contrario alla loro relazione, secondo altri invece, sarebbero stati colpiti da malaria.
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Monday, 8 July 2013
The Hunchback of Rialto x
Here we are, in what used to be the economical and commercial centre of Venice. Known to most as Venice Hunchback, the statue in front of the Church of San Giacometo used to be the column of the call. There were only two existing in Venice, this one and the one in Saint Mark. Here the Comandador used to read the laws and the public announcements of the Serenissima. The statue, the work of Pietro Graziuoli da Salò (1541), restored in 1836, represents a naked man kneeling who is lifting a little stair and a marble plaque that used to bear the porfido stone column that is now next to it. This was the arrival point for the criminals accused of stealing - they had to walk while being whipped, starting from the Piazzetta San Marco between the columns of Saint Mark and Saint Theodore, all the way to the Hunckback. They used to kiss him as a demonstration of repent.
Eccoci di nuovo in quello che un tempo era il centro economico e mercantile di Venezia.
Later on, the Serenissima
Eccoci di nuovo in quello che un tempo era il centro economico e mercantile di Venezia.
Conosciuto ai più come il Gobbo di Rialto, la statua posta di fronte alla chiesa di San Giacometo era una volta la Colonna del Bando. A Venezia ne esistevano solo due, questa e quella di San Marco.
Qui il Comandador leggeva leggi e annunci pubblici della Repubblica. La statua, opera di Pietro Graziuoli Da Salò (1541), restaurata nel 1836, rappresenta un uomo nudo inginocchiato che sorregge una scaletta e una lastra di marmo che portava la colonna di porfido che vi è ora posta accanto.
Questo era il punto di arrivo dei rei per furto, i quali erano costretti a camminare nudi venendo fustigati, partendo dalla Piazzettta di San Marco tra le colonne di Marco e Teodoro fino a baciare il Gobbo in segno di pentimento.
In seguito, forse preoccupata che la statua divenisse simbolo della liberazione o forse che venisse rovinata dai baci dei rei, la Republica decise di sostituire il punto di arrivo del percorso di fustigazione dei rei con una colonna a pochi metri dal Gobbo nella quale venne posta una pietra con una croce e un leone di San Marco rappresentato in modo alquanto insolito. Nonostante sia ora molto rovinata, si può ancora vedere la sagoma del leone che stranamente è ricoperto da qualcosa di misterioso...Anche le zampe sono poste sopra il Vangelo in modo insolito...
Col tempo, il Gobbo divenne una sorta di Pasquino dove le persone in modo anonimo lasciavano commenti satirici e denunce morali.
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