Sunday, 13 December 2015

LA CUCINA VENEZIANA











IL PONTE DI RIALTO

Ecco il protagonista...fino al 1854 è stato l'unico ponte di Venezia che attraversava il Canal Grande ed ha ancor oggi il primato assoluto per il numero di turisti che si sofferma a fargli foto...

Un tempo chiamato Ponte della Moneta, o Quartarolo, venne costruito nel 1181 da Nicolò Barattieri, colui che riuscì a issare le colonne di San Marco e San Teodoro che erano a terra da circa un secolo. Il  ponte venne sostituito nel 1255 e quindi, di nuovo, dopo essere parzialmente bruciato a seguito del fallito tentativo di colpo di stato del 1310 capeggiato da Bajamonte Tiepolo. Ancora una volta, dopo il crollo del 1444, fu ricostruito in legno come ponte levatoio (per consentire il passaggio delle navi), con palafitte di sostegno e con le botteghe sui due lati. Crollo' ancora nel 1524. Fin dai primi anni del Cinquecento si pensò di costruirlo in pietra. Nel 1551 le autorità di Venezia indissero un bando per il rifacimento del ponte. La sua costruzione venne ritardata da una serie di motivi, quali eventi storici (la pestilenza del 1576 e l'incendio di Palazzo Ducale) e da discussioni per motivi economici da parte dello Stato di Venezia e per motivi personali da parte dei proprietari dei negozi sul ponte, i quali non volevano cessare la loro attività per tutto il periodo di costruzione del ponte. Alla fine, scartati i i progetti presentati (tra i quali quelli del Michelangelo, del Palladio, del Vignola, del Sansovino e più tardi anche di Vincenzo Scamozzie di Alvise Boldu'), nel 1588 la costruzione del ponte fu affidata alla direzione dell'ingegnere Antonio da Ponte (autore del restauro del Palazzo Ducale dopo l'incendio del 1577) e il ponte fu completato nel 1591 durante il dogado di Pasquale Cicogna. La sua costruzione richiese 250.000 ducati e l'impiego di 12.000 pali di legno e olmo e tavoloni di larice per compensare la spinta del l'arco del ponte.





A MUST READ


http://www.2venice.it/category/itinerari/

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Churches

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RIALTO
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CA' D'ORO
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ARTISTS
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PEOPLE

Caterina Cornaro
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ARSENhttp://www.veneziamuseo.it/ARSENAL/caxa_arsenal.htmhttp://www.veneziamuseo.it/ARSENAL/caxa_arsenal.htmhttp://www2.comune.venezia.it/lidoliberty/index.ht/a>>http://www2.comune.venezia.it/lidoliberty/index.htm

LIDO

http://wwwhttp://www.turismo.provincia.venezia.it/turismoambientale/cd_1/itinerari/lido/lido.htm/a>m/a>ovincia.venezia.it/turismoambientale/cd_1/itinerari/lido/lido.html

http://strangewondrous.net/browse/subject/v/venice

My very favourite...

There is something so difce all accustomed habits andeveryday sights to enter anenchanted garden. Mary Shelleya>e/a>ece all accustomed habits and
everyday sights to enter an
enchanted garden.
Mary Shelley

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La Vecia del Morter

Si racconta che la notte tra il 14 e il 15 giugno 1310, una vecchietta, affacciatasi alla finestra per vedere chi stesse facendo chiasso, facesse cadere il pesante mortaio che era poggiato sul suo davanzale e colpisse involontariamente il vessillifero di un gruppo di rivoltosi. Si trattava dei congiurati capeggiati da Bajamonte Tiepolo che stavano per attaccare il doge Pietro Gradenigo e il suo gruppo di fedelissimi. Partiti da Rialto, erano quasi giunti in Piazza San Marco e si trovavano alle Mercerie, precisamente sotto la Torre dell'Orologio all'altezza di Calle del Cappello Nero, dove appunto si trovava la casa dell'anziana Lucia Rossi (o secondo altre versioni Giustina Rossi). Il loro obiettivo era quello di rovesciare il partito aristocratico e di liberarsi del Doge Gradenigo. I congiurati si erano divisi in tre gruppi: due partivano da Rialto e proseguivano uno (quello capeggiato da Bajamonte Tiepolo) per le Mercerie e l'altro (quello capeggiato da Marco Querini) per Calle dei Fabbri superando il Ponte dei Dài; il terzo gruppo (capeggiato da Badoero Badoer) raccoglieva le genti padovane e veniva dalla terraferma attraverso la laguna. La leggenda vuole che la Rossi con la caduta del mortaio provocasse la rotta dei congiurati e salvasse il Doge. In realtà, al fallimento della congiura contribuirono due fattori importanti: la rivelazione della congiura fatta da  Marco Donà, congiurato poi ritiratosi, che avvertì il Doge permettendogli così di rafforzare la guardia e allertare i suoi alleati e la tempesta che infuriava su Venezia e rendeva molto difficile l'attacco, soprattutto quello del gruppo proveniente dalla terraferma. All'insaputa dei congiurati, gli armati del doge li attendevano in Piazza San Marco. Nello scontro morirono molti ribelli e tra questi anche il Querini col figlio Benedetto. Il Tiepolo fu costretto al l'esilio per 4 anni in Schiavonia (anche se, in realtà, dopo meno di un anno si trovava a Padova e più tardi a Treviso). Il Badoer fu catturato a Fusina, torturato e decapitato. Come sempre l'architettura conserva i segni della storia. In Calle del Cappello Nero sopra il sottoportico si trova un bassorilievo della vecia del morter per ricordare l'anziana che salvò il doge. A lei e ai suoi discendenti fu concesso come ringraziamento di non pagare l'affitto. Nel 1364, dopo che la casa di Bajamonte fu abbattuta, venne messa al suo posto una colonna d'infamia. Il luogo divenne pubblico e fino alla fine della Serenissima fu proibito costruire case in quest'area. La colonna in seguito venne danneggiata da un complice di Bajamonte, il quale fu punito col taglio di una mano, la perdita degli occhi e l'esilio. Adesso rimane solo una pietra con un'incisione 'LOC. COL. BAI. THE. MCCCX' all'angolo di Campo Sant'Agostino. 
Del palazzo Ca' Granda dei Querini rimarrebbero solo le arcate del Mercato del Pesce di Rialto rivolte verso il Campo delle Beccarie e gli stipiti e alcuni marmi che sarebbero stati donati alla chiesa di S. Vio e sono ancor'oggi visibili.
A seguito della congiura venne creato il Consiglio dei Dieci, ma di questo parleremo più tardi...

A Fortunate Find - The Fortuny!



This post is mainly visual as it is hard for me to describe such beauty and atmosphere only with words. 
I love visiting this palace/house-museum and I really feel at ease in its cosy atmosphere. If you come here you will enter a magical world, walking in dim light you will be surrounded by beauty everywhere you look. You will visit the rooms created by Mariano Fortuny and sit on the big sofa contemplating the luxury of the wall-hanging tapestries and Fortuny's eclectic collection of different objects - the famous lamps, the paintings, wonderful pieces of furniture, statues and even a huge snake. 
It was Fortuny's atelier of photography, stage-design, textile-design and painting and it still has his library in perfect condition. Unfortunately it is open only during temporary exhibitions, which luckily are happening often. Last time I visited it, it was in November during the temporary exhibition Proportio.














Interesting capitals of the arcades of the Doge's Palace

Emperor Traiano and the widow
According to the story Emperor Traiano was on his horse on the way to fight a war when he was stopped by a poor widow who asked him to revenge the unfair death of her son. He answered he would revenge his death once back from the war but the woman would not let him go by saying that if he would die in war he would never be able to revenge her son's death. Moreover, he was the emperor and therefore the only one that should revenge her son's death. Moved by her words Traiano fulfilled her wishes.

http://www.versionitradotte.it/altre-versioni/l-imperatore-traiano-e-la-povera-vedova/

The three corners of the Doge's Palace

I must have walked past the Doge Palace hundreds of times while I was living in Venice and contemplated its beauty while trying to avoid the hordes of tourists trying to get a selfie with the Bridge of Sighs or the never ending queue to get in the palace.  However, I must confess I have never asked myself what the figures at the corners represented, even though, I have always guessed that one was obviously Adam and Eve and the figure with the long beard must have been Noah. And this information was luckily correct. 

In the three corners of the Doge Palace there are three groups of sculptures. In the corner near the Ponte della Paglia the group of Noah with his three sons, in the main corner the scuptures of Adam and Eve and, finally, on the corner near the Porta della Carta the representation of the Judgment of Salomon.

Noah is here represented with his two sons Shem and Ham, the third son Japeth is represented further away, after the first arch.

Noah 

Noah and his sons - Shem is covering his father while Ham looks like if he despises him.

Japheth is represented further away from them with his hands up and his palms turned up almost as a gesture to say that he does not want anything to do with this. 

In the last corner, the one closer to the Basilica, the Judgment of Solomon refers to a story from the Hebrew bible. Two young women both claimed to be the mother to the same child. As it was impossible to judge who was telling the truth, King Solomon asked for a sword in order to split the child in two so to give half to each woman. Of course, the true mother opposed herself to this terrible verdict and asked Solomon to give the child to the other woman. The love of the true mother for her son prevailed (she would have surrendered her baby to somebody else rather than having her baby hurt) and therefore Solom was able to declare the true mother and give back the child to her.